pilalibriNB: se volete comunicare con me, vi prego di farlo utilizzando la mail francoferraricultura@gmail.com.

“Il libro è come il cucchiaio, il martello, la ruota, le forbici. Una volta che li hai inventati, non puoi fare di meglio” (Umberto Eco).

Perché “my Books”? Perché anch’io, come tanti, non ho resistito alla tentazione di aprire una vetrinetta virtuale in cui esporre i miei prodotti al mondo, nella fattispecie: “i miei libri”, innanzitutto quelli che ho scritto io e poi quelli degli altri che da tempo compro e conservo, che colleziono per amore del libro-manufatto e che in parte leggo per amore del libro-opera. Andato in pensione (da lavoratore dello spettacolo) nel dicembre 2012, ho trasferito l’intera mia collezione di libri in due stanze vicino a casa mia. Sulla porta ho messo

332916-011619 una targa: Biblioteca privata Ferrari-Martinelli (Damiana Martinelli è il nome di mia moglie). Soprattutto per mio diletto onanistico, ho ricominciato -dopo una lunga interruzione- il lavoro di catalogazione, che spero di portare avanti disciplinatamente. Catalogare è una attività affascinante, che conferisce alla mia minibiblioteca un’atmosfera da scriptorium, ma richiede un lungo tempo, prima di formazione e poi di esecuzione (anche se applicata solo a qualche migliaio di volumi). C’è di più. Riprendere in mano, uno ad uno, i propri libri ed esaminarli con una minima competenza biblioteconomica, induce scoperte e sensazioni esaltanti. Per evidenziare a chiunque il mio “posseduto” librario, incollo ad ogni volume della mia biblioteca l’ex libris che si vede qui accanto, opera dell’amico pittore Gianni Baretta da Alessandria.

Per quanto riguarda la gestione di questo sito, sono tornato a pubblicare periodicamente “schede” esclusivamente riferite a libri di contenuto “librario”, posseduti dalla mia modesta collezione (un altro narcisismo!). Ho deciso cioè di maturare una identità di “bibliologo”, pur se altrettanto dilettantistica rispetto a quella di “bibliofilo”. Mi sto convincendo che la storia del libro (scrittura, carta, editoria) presenti una straordinaria ricchezza di rimandi culturali e specificamente interdisciplinari.

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